Canicola di fine luglio, che è tempo dei più
grandi calori, tempo di lauree. I viali dell’Università
si riempiono ed è festa rara
per genitori ancor giovani e i loro figli.
L’Italia faticosamente con il
suo dodici per cento di giovani
laureati tra i 25 e i 34
anni s’accoda all’Europa
che nella media totalizza
già una percentuale che è
quasi al trenta.
Per i diplomi i numeri sono
rispettivamente del sessanta
e del settantacinque per
cento, che se la matematica
fa bene opinione diffusa,
anche se incostante, vuole
dire che con l’istruzione
media superiore siamo
avanti, ma che arranchiamo
nella formazione universitaria
e nella ricerca.
Ci sono pochi laureati, dunque,
ma per quale Italia di
quelle che conosciamo? E
poi, lauree “toste”, medie, a
latitudini padane? Il dibattito
è ai massimi livelli e dice
bene della confusione
che picchia in testa sotto il
sole, sul Presidente del
Consiglio e sul prof. Odifreddi
che ha letto il Gadda
di Eros e Priapo e consiglia
lauree - “dagli al tentenna!”-
dure e pure, bando al
letterato meridionale e molle,
al filosofo compromissorio,
“l’età richiedeva un’immagine
della sua rapida
smorfia / non già la grazia
attica / o la scultura della
rima”: tutto dimenticato, il
Grande Fabbro ricacciato
nelle fiamme agli Inferi.
Ezra Pound non è - e non
ha mai voluto essere - un
autore facile, certo, ma a
Prodi ed Odifreddi si può
chiedere di rileggerlo ancora.
Ricordo la lettera bellissima
che gli scriveva il Nobel
Hemingway che gli dedicava
il premio e il denaro,
come omaggio all’Arte stessa
(Pound era a Pisa internato).
Come recita uno dei suoi versi più
famosi, egli sa perfettamente che beauty is
difficult, ossia che la bellezza è difficile,
non solo per l’artista che la crea ma anche
per il pubblico che vuole apprezzarla pienamente.
A chi lamenta l’oscurità complessa
dei suoi Cantos, il Poeta ribatte con
l’invito a “Leggere, leggere, leggere e ancora
rileggere” il testo. E, come sanno gli
appassionati di poesia in generale e di
Pound in particolare, questo è l’unico metodo
efficace per trarre profitto dalla letteratura
e da ogni attività intellettuale.
Spiegheremo agli ospiti che sciamano per
le aule in attesa della Proclamazione dei
Dottori che il discorso si fa con l’accetta e
che è bene chiedersi se è la laurea giusta o
quella ingiusta perché pare che lo stato italiano
di cose sia a questo punto, che si rilasciano
ingiustamente lauree e si nasconde
la mano. Di questo mi scrisse un amica con
la vista lunga per dirmi che “non conosco
ironie e che, al massimo, mastico amari
sarcasmi”, ma voi capirete che lo sconforto
è tale da far disperare del discorso stesso
da tenere a giovani che studiano e prendono
le lauree per il loro verso.
La faticosa elaborazione della modernità
s’è arrestata di botto e fatichiamo a riportare
nei grandi numeri delle società complesse
i risultati di eccellenza di una cultura
antica, ma per niente vecchia. Nella rissa
mediatica su cui galleggia la vita pubblica
anche i nostri migliori talenti rompono
in dirittura e scavallano sul traguardo?
Mi dica professor Odifreddi a cosa può
serviLe leggere e rileggere la Commedia
dell’Alighieri o chiosare dottamente Kurt
Godel se poi finisce malamente con lo
sghignazzare sulle difficoltà delle scuole
del sud a tenere il passo nell’abbandono
più indegno del territorio che le circonda?
E il professor Prodi, anche lui benemerito,
sappiamo che non ignora quel che insegna
il Rettore dell’università di Udine Furio
Honsell, che “Vi è un unico rischio serio,
quello di vivere la rivoluzione digitale in
modo meramente strumentale
e tecnologico. L’autentica
cultura informatica è
invece quella che sa riconoscere
la componente procedurale,
algoritmica, strutturale
in ogni attività e disciplina,
come una componente
irriducibile ad altri paradigmi
conoscitivi.”
Venga ad Arcavacata nel
Laboratorio di trasferimento tecnologico: vi si affrontano
le questioni del
mix dei media e delle tecnologie,
della tastiera linguistico-
espressiva, dell’emittenza,
pensando al
broadcast, al satellite e alla
banda larga, a una CampusTv
come a una vera e
propria palestra giornalistica
e mediale puntata sul
territorio e nel contesto delle
information and communications
tecnologies, per la
formulazione di una cultura
digitale coerente degli
studenti, delle strutture didattiche
e di ricerca di riferimento,
nella comunicazione...
O.Converso, 2006
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